COME INIZIARE UN CAMBIAMENTO DIETETICO

sacchetto della spesa
La prima cosa da fare per iniziare a nutrirsi in modo diverso e più sano, è quella di rivedere le proprie abitudini alimentari. Vediamo insieme quali sono i primi passi utili da percorrere:

  • Quando si inizia un regime dietetico salutista, l’ideale è preferire cibi freschi e crudi. Questi ultimi infatti preservano tutti gli enzimi digestivi che, in cottura, vengono distrutti. La nostra riserva di enzimi è limitata e non bisogna esaurirla. Se non introduciamo enzimi con la nostra alimentazione, il corpo li preleverà da fegato e pancreas. Per una dieta ottimale occorre mangiare il 70-75% di alimenti crudi e il 30-25% di alimenti cotti. Nella fase di transizione occorre abituare il corpo alla nuova alimentazione. Il passaggio dovrà essere graduale. Si può iniziare da un 60% di cibi crudi e un 40% di cibi cotti, per poi passare alla proporzione ottimale del 75/25;
  • E’ necessario ridurre notevolmente i seguenti alimenti produttori di muco:
    • Qualunque tipo di zucchero, sale e alimento soggetto a trattamento industriale e a trattamenti chimici, ovvero sbiancato, arricchito e conservato. Utilizzate dolcificanti naturali con parsimonia e sale integrale naturale (io utilizzo il sale rosa dell’himalaya);
    • Carne > la devastante emozione della paura provocata all’animale durante la macellazione viene assimilata dalla carne e passa a colui che se ne ciba. Inoltre vengono assimilati ormoni di varia natura, radicali liberi e neurotrasmettitori. Tutte queste sostanze si accumulano nel cervello e tendono a colpire il talamo, l’ipotalamo, l’ipofisi e l’epifisi. La carne disponibile oggi dalla catena della grande distribuzione è altamente “chimicalizzata”: gli animali vengono nutriti con sostanze chimiche e artificiali che li rendono subito grassi e macellabili. In ogni caso è da tener conto che il fabbisogno giornaliero di proteine è pari a 0,7 – 1 gr per kg di peso corporeo ideale. Una persona di 70kg dovrebbe mangiare al massimo 70gr di proteine al giorno (tale valore può variare a seconda dell’attività fisica svolta). Le proteine possono derivare da fonti vegetali salutari, come ad esempio la canapa e i germogli;
    • Prodotti lattiero – caseari > specialmente il latte, omogeneizzato e pastorizzato, è un grande produttore di muco;
    • Frumento > il glutine forma una sostanza collosa che ostruisce l’intestino. E’ meglio mangiare pane di riso, segale, soia o miglio. Il pane esseno è il migliore (viene prodotto con germogli di segale frantumati e cotti a temperatura molto bassa in forno o direttamente al sole, è alcalinizzante). Un’altra eccezione è il pane prodotto con frumento o altro cereale germogliato;
    • Uova (eccetto il tuorlo crudo o poco cotto) > sono produttrici di muco, fatta eccezione per il tuorlo che resta molto nutriente per il cervello. La lecitina e il colesterolo sono presenti in quantità bilanciate nel tuorlo e quindi non rappresentano un pericolo per la salute. Se però il tuorlo viene servito sodo con l’albume perde la leticina e resta acidificante. Non eccedere i 6 tuorli a settimana;
  • Non mischiare frutta e ortaggi. Hanno tempi di digestione differenti. La frutta viene digerita rapidamente nell’intestino tenue (75-90 min) mentre per gli ortaggi i tempi si allungano a circa 3 ore (a meno che non vengano bevuti i succhi di ortaggi prodotti con l’estrattore);
  • Non mischiare frutta e amidacei. Se si unisce frutta dolce come fichi, uva passa, banane, datteri o prugne secche ad esempio al pane, essi fermenteranno nello stomaco. Ciò avviene perché in bocca non si produce ptialina quando è presente dello zucchero. In questo modo, non iniziando la digestione in bocca, si rallenterà la digestione degli zuccheri e/o della frutta. L’unica eccezione alla regola è costituita dal pane di frumento integrale fatto in casa associato agli agrumi. Con questi due alimenti combinati, non vanno assunti nello stesso tempo altri cibi, bevande o condimenti;
  • Gli amidacei si combinano benissimo con gli ortaggi;
  • Non associare più di due amidacei nello stesso pasto (ad esempio riso e patate);
  • Non associare amidacei e proteine (es. carne e patate o carne e pane). Quando le proteine iniziano ad essere digerite, viene secreto dell’acido cloridrico nello stomaco. L’amido lo assorbe e rallenta di conseguenza la digestione delle proteine. Nasce quindi un processo di putrefazione, premessa per la formazione di tossine e malattie;
  • Non associare due alimenti proteici nello stesso pasto (es. latte con la carne);
  • Le proteine complesse (carni) vanno associate a grandi quantità di ortaggi freschi e crudi. Il grasso contenuto nella carne riduce l’attività delle secrezioni gastriche fino al 50%. Il grasso, inoltre, isola le particelle del cibo (bolo) con una patina protettiva grassa impedendone la digestione. Per contrastare questo effetto, il vostro piatto deve essere composto da 1/10 di proteine animali e 9/10 da vegetali. In tal modo si innescherà una reazione lievemente alcalinizzante;
  • Le proteine semplici (fiocchi di latte e yogurt) si combinano bene con la frutta. Altre proteine semplici, come frutta a guscio e tofu, si combinano bene con ortaggi non amidacei. Anche qui, vige la medesima regola: 1/10 del piatto composto da proteine semplici, 9/10 composto da ortaggi;
  • Il latte non va associato a cereali, semi e amidacei. Gli enzimi pepsina e renina coagulano il latte nello stomaco. Le particelle coagulate del latte aderiscono agli altri alimenti isolandoli ed interferendo con l’azione dei necessari succhi gastrici. Di conseguenza l’intera miscela va in putrefazione.

Utili raccomandazioni:

  • Mangiare solo se si ha fame;
  • Fare pasti semplici;
  • Non utilizzare oli vegetali solidificati (grassi vegetali idrogenati);
  • Mangiare gli alimenti a temperatura ambiente e comunque mai troppo freddi o troppo caldi;
  • Mangiare prima i cibi succosi rispetto a quelli concentrati;
  • Mangiare prima i cibi crudi e poi quelli cotti;
  • In estate privilegiare i cibi crudi;
  • Evitare cibi e dolcificanti trattati;
  • Masticare bene ogni boccone. Nella saliva è presente un enzima, chiamato ptialina, che digerisce più facilmente il cibo e lo rende alcalino;
  • Bere almeno 2lt di acqua al giorno, mezz’ora prima di mangiare o lontano dai pasti;
  • Non mangiare quando si è stanchi, ansiosi, arrabbiati, surriscaldati, infreddoliti, indolenziti, turbati o con febbre alta;
  • Mangiare poco. Ci si dovrebbe alzare da tavola avendo ancora un po’ di fame.

Queste e altre preziose informazioni le trovate sul libro “Alcalinizzatevi e Ionizzatevi”. Vi consiglio la lettura.

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