I GERMOGLI: ENERGIA VIVA E ATTIVA

germogli
I germogli sono conosciuti da secoli per le loro incredibili proprietà. Nessun altro alimento è in grado di garantirci un così alto apporto di vitamine, sali minerali e proteine. Nella nostra quotidianità, nelle nostre vite stressate e ricche di impegni incessanti, non dovrebbero mai mancare dalla nostra tavola. Sono un’insostituibile integrazione dalle carenze nutrizionali del cibo moderno.

Io lo vivo come un “miracolo” della Natura. Pensate a questi piccoli semi, capaci di restare inattivi per molto tempo, in grado di sprigionare tutta l’energia vitale necessaria alla crescita di una nuova pianta. Che meraviglia!

Il processo mediante il quale il seme riprende la sua attività viene chiamato germinazione.

I fattori determinanti per l’attivazione di questo processo sono:

  • Acqua: una volta assorbita dal seme vengono attivati i processi di sviluppo. Il seme inizia a gonfiarsi e aumenta di volume. Vengono attivati gli enzimi;
  • Temperatura: quella ottimale alla germinazione deve essere tra i 20°C e i 28°C;
  • Ossigeno: il seme deve “respirare” per attivare tutte le attività chimiche necessarie alla germinazione. I processi chimici sono favoriti dagli enzimi e la germinazione produce un’ auto-digestione dei principi nutritivi contenuti negli stessi. Per questo motivo i germogli sono molto digeribili;
  • Luce: permette la fotosintesi e regala ai germogli un ricchissimo contenuto di clorofilla.

Durante il processo di germinazione il seme produce enzimi fondamentali, digestivi e metabolici, sostanze vive e attive che sono responsabili della trasformazione chimica degli elementi contenuti nel seme: gli amidi vengono trasformati in zuccheri semplici, le proteine in aminoacidi, le vitamine e i sali minerali moltiplicano enormemente il loro valore. Questi enzimi donano ai germogli un’energia biologica viva che può regalare all’organismo che li consuma una benefica rigenerazione cellulare.

Vediamo nel dettaglio di cosa sono ricchi i germogli:

  • Proteine vegetali > sono presenti nella forma dei loro costituenti base: gli aminoacidi. Otto di questi, fondamentali, non possono essere sintetizzati dal corpo umano. Ad esempio l’erba medica, in fase di germoglio, è in grado di fornirli tutti. Le proteine vegetali, a differenza di quelle animali, non hanno un elevato contenuto di grassi, soprattutto quelli saturi dannosi all’organismo. Con i germogli ingeriamo proteine già trasformate in aminoacidi e complete di vitamine necessarie al loro assorbimento. Sono un grande aiuto per il processo di rinnovamento cellulare, la digestione e l’assimilazione dei cibi, la coagulazione del sangue e il corretto funzionamento del fegato;
  • Vitamine > i germogli ne sono una fonte naturale e il contenuto varia a seconda della specie di germoglio scelto. Non è possibile paragonare le vitamine naturali a quelle chimiche. Queste ultime sono spesso prodotte dalla sintesi di idrocarburi derivati dal petrolio e il loro consumo abituale può provocare diversi effetti collaterali.
  • Sali minerali > ne sono un’ottima fonte. Questi sono alla base di una corretta attività metabolica del nostro organismo. Essi garantiscono la formazione e il giusto funzionamento degli enzimi essenziali al metabolismo. Troviamo calcio, potassio, ferro, fosforo, zolfo, magnesio, rame variabili a seconda della tipologia di germoglio scelto.
  • Oligoelementi > sono elementi traccia presenti nel nostro organismo e fondamentali “biocatalizzatori”, ovvero aiutano e attivano le reazioni chimiche e metaboliche indispensabili alla vita.
  • Clorofilla > contribuisce all’ossigenazione e alla rigenerazione del sangue. Facilita l’assorbimento della vitamina A, stimola la circolazione sanguigna, la formazione di globuli rossi e favorisce le funzioni digestive.
  • Enzimi > la nostra salute dipende dalla quantità e dalla qualità degli enzimi presenti nel nostro corpo. Se non li assumiamo con l’alimentazione, il corpo dovrà necessariamente utilizzare le proprie riserve. L’utilizzo delle nostre scorte è direttamente proporzionale al nostro invecchiamento. Gli enzimi sono termolabili: la cottura fa in modo che perdano le loro caratteristiche fondamentali. Da qui l’importanza di consumare cibi vegetali CRUDI, fondamentali donatori di energia viva e attiva.

Come fare per “produrre” i germogli?

Io utilizzo lo “sprout bag”. E’ un sacchetto in tessuto naturale (lino, juta e canapa) con due comodi lacci. Lo tengo appeso sopra il lavello della cucina. Il tessuto è in grado di assorbire più facilmente l’acqua e favorisce la traspirazione con ottimi risultati di umidificazione e ventilazione sui germogli. Quest’ultima è molto importante: il nemico numero uno nella produzione dei germogli sono le muffe, favorite dall’ambiente umido necessario alla germinazione. Posso dirvi che utilizzando questo sacchetto non mi è mai capitato.

Oltre a questa borsa ci sono in commercio le vaschette (permettono di far germinare diversi tipi di germogli contemporaneamente), germogliatori normali ed automatici, in terracotta o il metodo dei vasi.

Non avete voglia o tempo di far germinare i semi? Bene! Io trovo nei negozi biologici, nel reparto di frutta e verdura, delle vaschette di germogli già pronti per essere mangiati.

Vi consiglio di leggere questo libro: “I germogli della Salute” di R. Mantellini e D. Bavicchi, GEO. Spiega in modo dettagliato come ottenere i germogli e contiene le schede di tutti i germogli con i rispettivi valori nutritivi.

Buona lettura e soprattutto buon appetito con i meravigliosi germogli!

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