Un fermo obbligato: #iorestoacasa

Questo 2020 lascerà il segno, un cambiamento profondo e radicale nelle nostre vite, nelle nostre priorità, nelle nostre coscienze.

La Natura ha detto “STOP” e lo ha fatto senza avvisi, senza chiedere il permesso. Ci ha riportato all’ordine, togliendoci la nostra superiorità, il nostro pensare di essere Dio e padroni del mondo. Un mondo che abbiamo distrutto (o quasi).

Lo scioglimento dei ghiacciai, gli oceani invasi dalla plastica, i profondi cambiamenti climatici, la foresta amazzonica che brucia: per la maggior parte delle persone non fa notizia, non è importante. La verità è che, se non tocca in prima persona, è una cosa lontana, fuori dal nostro “giardino”. Come se il Mondo nel quale viviamo non ci appartenesse.

Come possiamo essere sani se viviamo in un ecosistema malato?

Come stiamo oggi, è la proiezione di come sta la nostra Terra.

Stanchi, malati, malnutriti e con il sistema immunitario a terra. Perchè si, non lo dice quasi nessuno, le persone più a rischio sono quelle con patologie ma anche quelle stanche e stressate che non si curano della propria salute fin tanto non viene a mancare, fin tanto il corpo non alza bandiera bianca.

Non abbiamo tempo di fermarci, se siamo ammalati prendiamo la pastiglia veloce per continuare a fare la nostra frenetica vita, non diamo mai tempo al nostro corpo, non ce ne curiamo mai.

Sempre pronti a spegnere qualsiasi sintomo senza considerare la causa. E’ come spegnere la spia rossa della macchina, perchè si è accesa non importa.

Il tempo

Abbiamo il dovere di sfruttare al meglio questo tempo, questa attesa. Per prendere reale coscienza di chi siamo, di come questa società ci ha costruiti per essere macchine da soldi, per lavorare come forsennati e consumare altrettanto, ricompensa materiale alle nostre fatiche. Una società consumistica che ha sotterrato il piacere delle piccole cose, la calma e la sensazione di vivere una vita senza che il tempo sfugga di mano.

Quante cose rimandiamo ad un tempo che sarà? Quante cose non facciamo con la scusa di non averne? Quanti sogni rimandati al futuro? Il futuro è solo una nostra idea, una proiezione dei nostri pensieri su qualcosa che non c’è: esiste solo il presente, il QUI e ORA.

Non hai tutto il tempo che pensi di avere (I. Pentimalli)

Questa frase risuona in me da quando l’ho sentita lo scorso Febbraio, poco prima che il Covid-19 bloccasse le nostre vite.

Passiamo tutta la vita a correre come forsennati e poi? Cosa avremo veramente goduto della nostra esistenza? Non intendo con “godere” di ricompense materiali ma di momenti, di trasformazioni, di attimi in grado di farci vibrare nel profondo e di cambiarci, parlo di evoluzione, di quella fiamma interiore che ci fa sentire vivi dentro. Parlo della profonda sensazione e della consapevolezza di esserci, di essere presenti con tutta la nostra anima a tutto quello che ci accade, di vivere veramente.

Prova a pensare a quante volte hai ascoltato una persona distrattamente, pensando già a cosa dovevi fare dopo, oppure hai fatto una domanda di rito frettolosa senza neppure interessarti realmente della risposta. Quante volte non sei presente? Si crea una profonda disconnessione, non riesci a godere di nessun attimo perchè stai già pensando a quello successivo.

E’ il momento di cambiare

E’ il momento giusto per provare a vivere una vita più olistica, per iniziare ad avere rispetto di te, degli altri e della nostra Terra. E’ il momento giusto per portare nella tua vita amore, gioia, gratitudine.

E’ il momento di chiederti chi sei, che cosa vuoi veramente.

Ora hai tempo. Ora non puoi rimandare.

E’ il momento di chiudere gli occhi e di volgere il tuo sguardo dentro, dove hai forse più paura di guardare, di sentire cose che hai messo a tacere per tanto tempo.

E’ il momento di iniziare a meditare, di creare una connessione con te stesso/a.

E’ il momento per prenderti cura del tuo corpo, di nutrirlo con amore, di cucinare, di non mangiare cose già pronte e confezionate. Ingredienti semplici e di stagione, preparati con calma, senza fretta.

E’ il QUI e ORA che hai sempre rimandato. 

Siamo una sola entità corpo, mente, spirito: non esiste divisione.

Siamo connessi con tutto ciò che ci circonda.

Grazie a chi aiuta i malati in prima linea

Un doveroso ringraziamento va espresso a tutto il personale sanitario, medici, infermieri, volontari, a tutte le persone che in prima linea lavorano stremate dall’emergenza che stiamo vivendo. Grazie di cuore.

2 commenti
  1. Alessandra
    Alessandra dice:

    Di tempo per riflettere ne ho avuto tanto in questo periodo.Giustizia divina?la natura che si ribella?errore o volontà umana?
    Come il corpo, ti invia dei segnali, dolori, tensione ecc. e tu non li ascolti e non ti fermi, beh ti ferma lui e ti costringe a prenderti cura di te.
    Sfruttiamo questo momento per gioire delle piccole cose, come dello stare in famiglia, aiutare i più bisognosi, rispettare le regole ( che non facciamo mai da ulezzo)….ascoltare quella quiete che ci circonda, il canto degli uccellini, l’aria paura.
    Il pensiero v apoi però a tutte quelle persone che hanno perso qualcuno di caro e allora sì che sale lo sconforto.
    Siamo arrivati ad un punto di SEMPRE DI CORSA…ora è giunto il momento di fermarsi e ripartire con più calma!
    Grazie Claudia quello che già scritto me lo terrò nel cuore.
    Un abbraccio virtuale

    Rispondi
    • Claudia
      Claudia dice:

      Assolutamente Alessandra, il dolore per le persone care che ci lasciano porta sconforto ma abbiamo l’occasione di vedere le cose in modo COSTRUTTIVO e non distruttivo. Io la vedo come un’opportunità di miglioramento, spero che ne usciremo tutti molto più ricchi, non nel portafoglio ma di anima. Ti abbraccio forte anche io!

      Rispondi

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